sabato 25 maggio 2019

Nessuna idea sull'India



Ho avuto una discussione con un mio amico entusiasta dopo la lettura di "L'odore dell'India" di Pier Paolo Pasolini e "Un'idea dell'India" di Alberto Moravia.

Per sintetizzare la mia opinione sui due libretti, trascrivo le mie brevi recensioni a suo tempo pubblicate su Anobii.


L'odore dell'India di Pier Paolo Pasolini

Valido esempio di supponenza occidentale. E' raro trovare analoghi esempi di persone che paiono non aver capito niente dell'India, vista come nazione che "si affaccia ora" (nel 1961!) nella storia, vittima di una religione "degenerata" e caratterizzata esclusivamente dalla povertà. Vale la pena leggerlo perché dimostra come, anche in menti illuminate come quella di PPP, il colonialismo e l'arroganza culturale occidentale annebbino la ragione.


Un'idea dell'India di Alberto Moravia

Se hai un dito davanti agli occhi non vedi niente, neppure una montagna. In India (se c'e stato) Moravia non aveva il dito davanti agli occhi, ma la montagna. La stessa che aveva il suo compagno di viaggio Pasolini. Era la montagna dell'arroganza coloniale e culturale dell'occidente, la boria della presunta superiorità di una civiltà in realtà agonizzante. Volete avere un'idea dell'India? Non leggete questo libro. Volete un'idea della boria occidentale e di come e perché e' esistito/esiste il colonialismo? Questo libro è perfetto.

sabato 13 aprile 2019

Un secolo dalla strage di Jallianwala Bagh

Uno degli stretti vicoli che portano a Jallianwala Bagh

C'è chi dice che in quel momento gli inglesi persero il controllo sull'India anche se l'indipendenza arrivò più di trent'anni dopo.
La strage di Jallianwala Bagh ad Amristar, di cui quest'anno si celebra il centenario, è stata una delle pagine più vergognose dell'occupazione britannica del subcontinente.
Oggi sul luogo i politici di ogni partito, in piene elezioni politiche, vanno a commemorare i 379 morti innocenti che gravano sulla coscienza della Corona Britannica.
Lo scrittore e politico indiano Shashi Tharoor ha indicato questo anniversario come il momento giusto perchè il Governo Britannico formuli le proprie formali scuse all'India. Ma per ora gli inglesi tacciono. Quando visitò il luogo del massacro, l'attuale Regina, come massima concessione e partecipazione, parlò di "un esempio doloroso del nostro passato in India", verrebbe da dire "doloroso per gli altri". Theresa May oggi ha parlato di "dispiacere per l'accaduto" (bontà sua).
Le cose andarono più o meno così.
13 aprile 1919. La Prima Guerra mondiale era finita, ma il Vicere delle Indie aveva deciso di prorogare su tutto il territorio indiano le leggi di guerra, incluso l’odioso Rowlatt Act che consentiva alle autorità di arrestare senza processo, vietava assembramenti, manifestazioni e comizi, limitava la libertà di stampa e di parola. 
Gandhi, che aveva lealmente collaborato con la Corona Britannica durante la Guerra, si sentì tradito. Molti indiani non avrebbero voluto aiutare gli inglesi in guerra, ma anzi avrebbero voluto sfruttarne la debolezza per fare passi avanti verso l'indipendenza. Gandhi non volle farlo e collaborò con gli inglesi. Non si aspettava però quel trattamento alla fine del conflitto. 
Il Mahatma allora inaugurò la prima grande campagna di non collaborazione e proclamò un hartal, uno sciopero generale. Uffici pubblici, fabbriche, treni, elettricità, negozi, traghetti. L’India si fermò. 
Ma gli indiani non erano pronti al sogno non violento di Gandhi. In più parti del subcontinente si verificarono violenze su persone e cose. In seguito il Mahatma parlerà di quella iniziativa come di “un errore himalayano.” 
Colpi di proiettile sui muri di Jallianwala Bagh
La reazione degli inglesi fu violenta e raggiunse la massima atrocità proprio il 13 aprile 1919 nella città di Amritsar nel Punjab. 
Circa 10.000 persone si erano riunite in Jallianwala Bagh, una piazza interamente circondata da edifici se non per cinque stretti passaggi. Si tratta di un assembramento vietato dal Rowlatt Act ed il Generale Reginald Dyer decise di dare una lezione non solo agli indiani di Amristar, ma a tutto il Punjab. 
Dyer irruppe nella piazza con 90 soldati. Per fortuna le due autoblindo non poterono entrare in quanto i vicoli di ingresso erano troppo stretti. Senza dare nessun avvertimento né invitare la folla a disperdersi, il Generale ordinò di far fuoco. La strage durò dieci minuti. 
Bambini, donne, uomini, anziani, tutti disarmati, si accalcano verso le vie di fuga e divengono un bersaglio facile per i militari. 
Vengono sparati 1650 colpi, uccise 379 persone e ferite 1137. Poco più di 100 colpi non colpirono il bersaglio. 
Il Generale Dyer venne sottoposto a processo, ma venne semplicemente costretto alle dimissioni. In Gran Bretagna Dyer venne considerato un eroe e venne organizzata una sottoscrizione popolare per pagargli le spese legali.
Una ferita indelebile rimarrà nei rapporti tra l’invasore britannico e il popolo indiano.



Per approfondire: The Hindu




giovedì 31 gennaio 2019

30 gennaio, anniversario della morte di Gandhi

Oggi è l'anniversario della morte di Gandhi. Sulla fine violenta del Mahatma ho già scritto (clicca qui) e anche sul suo assassino.

Oggi lo voglio ricordare con questo suo pensiero.

"Credo che, in un certo qual modo, siamo tutti dei ladri. Se prendo qualcosa di cui non ho bisogno, la rubo a qualcun altro. La natura produce ogni giorno a sufficienza per i bisogni di tutti. Se ciascuno di noi prendesse per sè soltanto il necessario, al mondo non vi sarebbe povertà e non vi sarebbe fame.
Fino a che esisterà diseguaglianza, significherà che abbiamo continuato a rubare.<...>
Ci sono milioni di persone in India che vivono mangiando soltanto una volta al giorno e quel pasto è un chapati (focaccia) senza olio e con un po' di sale. Voi ed io non abbiamo diritto a niente di più fin tanto che questi milioni non saranno vestiti e nutriti."

Mohandas Karamchand Gandhi





domenica 9 dicembre 2018

Nandin: the joyful devotee of Shiva

The vahana of Shiva, the vehicle of the great God, is a bull Nandin.  
Nandin in Sanskrit means "joyful" and this placid animal is also the most fervent devotee of Mahadeva.
The bull symbolizes vigor, virtue, the moral rectitude and wisdom, but also the sexual instinct dominated by Shiva. 
Along with the cow, the bull is considered a sacred animal in India, the bearer of good fortune and wisdom. 
Its imprint, nandipada, it is equally sacred and bearer of good fortune. 
Nandin is always guarding the door of Shiva and prevents jamming to distract Shiva from his occupation: meditating or loving with Parvati. 
In all the temples, in front of the room where is placed the image of Shiva, the Lingam, is always placed Nandin because it is disrespectful for a mere mortal to apply directly to the great God, the faithful whisper in bull's ear their requests. It will then be the bull in reference to their God. Especially in South India, the images and statues of the bull Nandin are widespread. 





One of the biggest bull is Nandin in Mysore, city of Karnataka, where on the Chamundi Hill is a huge bull, five meters high, carved from a single block of stone in 1659 and depicted in the photo to the side. 

Another huge Nandi is before the wonderful Brihadishvara Temple, the Shiva temple of Thanjavur (or Tanjore). A six-meter long statue of granite that looks toward the main door of the temple.












Faithful Shaiva in Temple of Goddess Meenakshi in Madurai whisper in the ear of Nandin their requests to God Shiva.














Nandin has many epithets, including Tandavatalika when he plays and accompanies the dance of Shiva Nataraja and Nandikeshvara which means 'joy of the Lord'. 













In this bas-relief brass at the base of the flag of a Shaiva temple is depicted Nandin leading Shiva and Parvati represented by the Shivalingam.














Nandin: il gioioso devoto di Shiva

Il vahana di Shiva, il veicolo del grande Dio, è un toro: Nandin, 
In sanscrito Nandin significa "il gioioso" e questo placido animale è anche il più fervente devoto del Mahadeva.
Il toro simboleggia il vigore, la virtù, la dirittura morale e la saggezza, ma anche l'istinto sessuale dominato da Shiva.
Insieme alla vacca, il toro è considerato un animale sacro in India, portatore di buona sorte e saggezza.
La sua impronta, nandipada, è altrettanto sacra e portatrice di fortuna.
Nandin è sempre a guardia della porta di Shiva ed impedisce ai disturbatori di distogliere Shiva dalle sue occupazioni: meditare o amoreggiare con Parvati.
In tutti i templi, davanti alla sala dove è collocata l'immagine di Shiva, il Lingam, è posto sempre Nandin e poichè è poco rispettoso per un semplice mortale rivolgersi direttamente al grande Dio, i fedeli sussurrano in un orecchio di Nandin le proprie richieste. Sarà poi il toro a riferirle al Dio.
Soprattutto nell'India del sud, le immagini e le statue del toro Nandin sono molto diffuse. 



Uno dei Nandin più grandi è a Mysore, città del Karnataka, dove a metà della collina di Chamundi c'è un toro enorme, alto cinque metri, scolpito in un unico blocco di pietra nel 1659 e raffigurato nella foto di lato.
Un altro Nandi enorme è dinnanzi al meraviglioso Brihadishvara temple, il tempio di Shiva di Thanjavur (o Tanjore). 
Una statua lunga sei metri di granito che guarda verso la porta principale del tempio.









Fedeli shivaiti nel Tempio della Dea Meenakshi a Madurai che sussurrano nell'orecchio di Nandin le proprie richieste al Dio Shiva.



Nandin ha molti epiteti, tra questi Tandavatalika quando suona e accompagna la danza di Shiva NatarajaNandikeshvara che significa 'Signore della gioia'.












In questo bassorilievo in ottone posto alla base della bandiera di un tempio shivaita è raffigurato Nandin che conduce Shiva e Parvati rappresentati dallo Shivalingam.












lunedì 26 novembre 2018

26 novembre 1949: entrata in vigore della Costituzione Indiana

Il 26 novembre 1949 entrò in vigore la Costituzione Indiana che era stata approvata dalla Constituent Assembly il 26 gennaio 1949. Quest'ultima data è ricordata solennemente ogni anno nella Festa della Repubblica.
La Consituent Assembly, che era presieduta da B. R. Ambedkar, era stata eletta a suffragio universale e si riunì per la prima volta il 9 dicembre 1946 quando ancora l'India non aveva ottenuto l'Indipendenza che venne formalizzata il 15 agosto del 1947.
Questo il Preambolo della Costituzione nel testo oggi vigente.

"Noi popolo dell'India, avendo solennemente deciso di costituire l'India come Repubblica Democratica Sovrana Socialista e laica e di assicurare a tutti i suoi cittadini:

  • GIUSTIZIA sociale, economica e politica;
  • LIBERTA' di pensiero, espressione, credo, fede e culto;
  • EGUAGLIANZA di condizioni e di opportunità;
e di promuovere tra tutti FRATERNITA', assicurando la dignità dell'individuo e l'unità e l'integrità della nazione,
nella nostra Assemblea Costituente, questo 26 novembre 1949 adottiamo, promulghiamo e stabiliamo questa Costituzione."


Indian Emblem by User:Indianvipjatt
La Costituzione Indiana è la più lunga delle Costituzioni conosciute contando 395 articoli e 12 allegati. La lunghezza è dovuta anche alla grandezza e alla diversità e alla varietà del territorio e della popolazione dello Stato (culturale, linguistica, religiosa, sociale, etc.).
L'India, denominata con l'antico nome di Barath, viene costituita come Unione, una Repubblica federale parlamentare con la tripartizione dei principali poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) classico nelle costituzioni liberali occidentali.
Gli Stati attualmente sono 29 cui si aggiungono 7 territori con amministrazione speciale tra cui il territorio della capitale Delhi.
I poteri dello Stato Centrale e quelli degli Stati Federali sono suddivisi nel VII allegato alla carta costituzionale:
  • Union List (poteri centrali): 97
  • State List (poteri dei singoli Stati): 66
  • Concurrent List (poteri concorrenti): 47
Inutile dire che detta ripartizione ha molte volte comportato l'intervento del massimo organo giudiziario indiano, l'High Court, per risolvere conflitti sulle competenze.
Ogni Stato ha i propri organi (Presidente, Governatore, Parlamento, etc.) e la propria lingua ufficiale.
L'India ha un Presidente che ha funzioni di garanzia e di rappresentanza e che viene eletto dal Parlamento integrato dalle rappresentante dei Parlamenti statali.
Il Parlamento si divide in Camera Alta o Consiglio degli Stati (Raj Sabha) e la Camera del Popolo (Lok Sabha). Oltre a legiferare, il Parlamento nomina il Primo ministro che abitualmente, ma non obbligatoriamente, è il leader del partito o della coalizione uscita vincitrice dalle urne.
L'Hindi, nella scrittura devanagari, è prevista dall’art. 343 come lingua ufficiale dell'Unione. Venne anche previsto che negli atti ufficiali e nelle corti di giustizia si continuasse ad usare la lingua inglese per quindici anni. Questo termine è stato poi continuamente prorogati fino ad oggi.
Accanto all'Hindi come lingua dell'Unione, vengono riconosciute altre 22 lingue ufficiali elencate nell'allegatp VII e precisamente: assamese, bengali, bodo, dogri, guajarati, hindi, kannada, kashmiri, maithili, malayalam, marathi, oriya, panjabi, sanscrito, santholi, sindhi, tamil, telegu, urdu, napali, konkani e manipuri.





November 26, 1949: entry into force of the Indian Constitution

On November 26, 1949, the Indian Constitution, approved by the Constituent Assembly on January 26, 1949 (Republic Day), came into force.                                                                                                  
Indian Emblem by User:Indianvipjatt
The Consituent Assembly, which was presided over by B. R. Ambedkar, had been elected by universal suffrage and met for the first time on December 9, 1946, when India had not yet obtained the Independence that was formalized on August 15, 1947.

This is the Preamble of the Constitution in the current text.

We, the people of India, having solemnly resolved to constitute India into a SOVEREIGN SOCIALIST SECULAR DEMOCRATIC REPUBLIC and to secure to all its citizens: 
JUSTICE, social, economic and political; 
LIBERTY of thought, expression, belief, faith and worship; 
EQUALITY of status and of opportunity; 
and to promote among them all FRATERNITY assuring the dignity of the individual and the unity and integrity of the Nation; 
IN OUR CONSTITUENT ASSEMBLY this twentysixth day of November, 1949, do HEREBY ADOPT, ENACT AND GIVE TO OURSELVES THIS CONSTITUTION

The Indian Constitution is the longest of the known Constitutions counting 395 articles and 12 annexes. The length is also due to the size and diversity and variety of the territory and the population of the state (cultural, linguistic, religious, social, etc.).

India, named with the ancient name of Barath, is constituted as a Union, a parliamentary Federal Republic with the tripartite of the main powers (legislative, executive and judiciary) classic in Western liberal constitutions.

The States are currently 29 to which are added 7 territories with special administration including the territory of the capital Delhi.

The powers of the Central State and those of the Federal States are subdivided into the VII attached to the constitutional charter:

Union List (central powers): 97
State List (powers of States): 66
Concurrent List (competing powers): 47

Needless to say, this division has often involved the intervention of the highest Indian judicial body, the High Court, to resolve conflicts of jurisdiction.

Each State has its own organs (President, Governor, Parliament, etc.) and its own official language.

India has a President who has functions of guarantee and representation and that is elected by the Parliament integrated by the representative of the State Parliaments.

The Parliament is divided into the Upper House or Council of States (Raj Sabha) and the People's Chamber (Lok Sabha). In addition to legislating, Parliament appoints the Prime Minister who habitually, but not necessarily, is the leader of the party or coalition that emerges victorious from the polls.

Hindi in the Devanagari writing is constituted by the art. 343 as the official language of the Union and the use of English for fifteen years is then foreseen in official documents and courts of justice and then continuously extended until today.

Alongside Hindi as the language of the Union, 22 other official languages ​​are listed in Annex VII, namely: Assamese, Bengali, Bodo, Dogri, Guajarati, Hindi, Kannada, Kashmiris, Maithili, Malayalam, Marathi, Oriya, Panjabi, Sanskrit, santholi, sindhi, tamil, telegu, urdu, napali, konkani and manipuri.