sabato 4 febbraio 2017

Liberation



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Liberation is a realization that does not depend on ritual acts, prayers or actions. It's just an awakening to the state originally Brahmanical.
In fact the truth is that "you are that" and not "you will become that." There is no space for evolution.
Even the meritorious acts are worthless to the attainment of Truth. They may be useful to purify the mind, but not to understand reality.
So we let's do less and reflect more, let's stop, let's try and silence within us.
Useless is the study of the sastras.

Liberazione

File:Aum Om blue circle orange.svg


La liberazione è una presa di coscienza che non dipende in alcun modo da atti rituali, preghiere o azioni. E' semplicemente un risveglio allo stato brahmanico originario. 
Infatti la verità è che "tu sei quello" e non "tu divieni quello". Non c'è spazio per il divenire.
Anche le azioni meritorie sono inutili al fine del raggiungimento della Verità. possono essere utili per purificare la mente, ma non per comprendere la realtà.
Quindi facciamo di meno e riflettiamo di più, fermiamoci, facciamo silenzio e cerchiamo dentro di noi.
Vano è lo studio dei  sastra.



sabato 21 gennaio 2017

January 30, Anniversary of Gandhi's death



The January 30, 1948 Nathuram Godse killed Mahatma Gandhi in Delhi, while he was on his way to prayer.

* * * * * 

Non-possession is allied to non-stealing. A thing not originally stolen must nevertheless be classified as stolen property if we possess it without needing it. Possession implies provision for the future. A seeker after truth, a follewer of of the law of love, cannot hold anything against tomorrow. God never stores for the morrow; He never creates more than what is strictly needed for the moment. If, therefore, we repose faith in His providence, we should be assured that He will give us every day our daily bread, meaning everything we require.[...]
Our ignorance or negligence of the Dine Law, which gives to man from day to day his daily bread and no more, has given rise to inequalities with all the miseries attendant upon them.
The rich have a superfluous store of things which they do not need, and which are therefore neglectet and wasted; while millions starve to death for want of sustenance. 
If each retained possession only of what he needed, no one would be in want and all would live in contentment. As it is, the rich are discontented no less than the poor. The poor man would fain become a millionaire, and the millionaire a multi-milionaire. [...]
If only the rich keep their own property within moderate limits, the starving will be easily fed and willlearn the lesson of contentment along with the rich.
perfect fulfilment of the ideal of non-possession requires that man should, like the birds, have no roof over his head, no clothing and no stock of food for the morrow. He will indeed need his daily bread, but it will be God's business, and not his, to provide it. Only very very few, it any at all, can reach this ideal. We ordinary seekers may not be repelled by the seeming impossibility. But we must keep the ideal costantly before us, and in the light thereof critically examine our possessions and try to reduce them.
Civilization, in the real sense of the term, consists not in the multiplication, but in the deliberate and voluntary reduction of wants.


Mohandas Karamchand Gandhi



30 Gennaio: Anniversario della morte di Gandhi




Il 30 gennaio 1948 Nathuram Godse uccise il Mahatma Gandhi a Delhi, mentre si stava recando alla preghiera.


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"Il non possedere è alleato del non rubare. Una cosa inizialmente non rubata va ugualmente considerata rubata se la possediamo senza averne bisogno.
Il possesso implica l'accumulo per il futuro. Un cercatore della verità, un seguace della legge dell'amore, non può avere nulla in vista del domani. Dio non fa mai scorte per il domani. Non crea mai più cose di quelle che sono strettamente necessarie per il momento presente. Quindi, se abbiamo fede nella sua provvidenza, dobbiamo essere certi che ogni giorno ci darà il nostro pane quotidiano, cioè tutte le cose che ci occorrono.[...]
La nostra ignoranza o negligenza della legge di Dio, che dà all'uomo giorno per giorno il suo pane quotidiano e niente di più,  è all'origine di tutte le diseguaglianze con tutte le miserie che ad esse si collegano. I ricchi hanno scorte superflue di cose di cui non hanno bisogno e che restano, perciò, dimenticate e sprecate, mentre ci sono milioni di morti per mancanza di sostentamento.
Se ognuno si limitasse a possedere soltanto ciò di cui necessita, nessuno si troverebbe in stato di bisogno e tutti vivrebbero appagati. 
Così come stanno le cose, i ricchi sono scontenti non meno dei poveri. Il povero diventerebbe volentieri milionario e il milionario multimilionario.[...]
Se i ricchi trattenessero le loro proprietà in quantità ragionevoli, si potrebbe facilmente nutrire gli affamati ed insegnare loro la lezione di sapersi accontentare, insieme ai ricchi.
Il perfetto conseguimento dell'ideale del non-possesso comporta che un uomo dovrebbe, come gli uccelli, non avere nè tetto sopra la testa, nè vestito, nè alcuna riserva di cibo per il domani. Egli dovrebbe considerare necessario solo il pane quotidiano, ma sarà compito di Dio non suo di fornirglielo. Soltanto pochissimi, se mai alcuno, riescono a raggiungere tale ideale. Noi, comuni cercatori, non dobbiamo lasciarci scoraggiare dall'apparente impossibilità. Dobbiamo bensì tenere costantemente di fronte a noi questo ideale e, alla sua luce,  esaminare criticamente il nostro possesso e cercare di ridurlo.
La civiltà, nel vero senso del termine, non consiste nella moltiplicazione, ma nella deliberata e volontaria riduzione dei bisogni."

Mohandas Karamchand Gandhi





sabato 10 dicembre 2016

Inno nazionale obbligatorio nei cinema indiani





In effetti tutti i film che ho visto in India, li ho visti in cinema del Maharastra. L'ultimo è stato il bellissimo Bajirao Mastani che hop visto in una sala di Nashik.
Prima della proiezione sullo schermo è apparsa la bandiera indiana ed è stato suonato l'inno nazionale indiano. 
Credevo fosse un usanza o un obbligo per tutti i cinema indiani. In realtà ciò avveniva solo nei cinema del Maharastra, lo Stato di Mumbai, e in quelli di Goa.
Fino al 30 novembre, quando la Corte Suprema dell'India ha stabilito che in tutti i cinema indiani prima della proiezione dei film deve apparire sullo schermo la bandiera nazionale indiana e deve essere suonato l'Inno nazionale indiano.
La decisione non è che la risposta ad una petizione rivolta alla Corte da Shyam Narayan Chouksey un ingegnere in pensione che si sentì offeso quando, unico in tutta la sala cinematografica, si alzò in piedi durante l'esecuzione dell'inno e gli altri spettatori gli chiesero di sedersi perchè copriva loro la visuale.
Da questo fatto è partita la sua campagna a favore dell'inno che si è conclusa con la decisione della Suprema Corte.
La Corte ha anche stabilito che durante l'esecuzione, gli spettatori devono alzarsi in  piedi e che tutte le sale cinematografiche dell'India hanno dieci giorni per adempiere a questo obbligo.
Nella sua motivazione, la Suprema Corte ha evidenziato la necessità di instillare il rispetto verso l'inno e la bandiera nazionale e ha evidenziato che i cittadini del paese devono rendersi conto che vivono in una nazione e hanno il dovere di mostrare rispetto per l'Inno nazionale, che è il simbolo del patriottismo costituzionale.
Il testo dell'inno nazionale indiano, Bharata Deshiya Gitam è stato scritto da Rabindranath Tagore e si intitola Jana Gana Mana ossia "Tu sei il dominatore del mondo" eccone una traduzione tratta da Wikipedia:




Sei il dominatore delle menti di tutti,
Colui che regge il destino dell'India.
Il tuo nome risveglia i cuori di Punjab, Sind, Gujarat e Maratha,
Dei Dravida e Orissa e Bengali;
Echeggia nella colline di Vindhya e Himalaya,
Si unisce alla musica dello Yamuna e del Gange ed è cantato dalle
Onde del Mare Indiano.
Essi implorano le tue benedizioni e cantano le tue lodi.
La salvezza di tutti aspetta nella Tua mano,
Tu che reggi il destino dell'India,
Vittoria, vittoria, vittoria a Te.





Per saperne di più The Hindu




Indian National Anthem





All the films I've seen in India, I've seen them in the cinemas of Maharastra. The last one was the beautiful Bajirao Mastani that  I've seen in a Nashik cinema.
Before of the film on the screen appeared the Indian flag and was played the Indian national anthem.
I thought it was a custom or a requirement for all Indian cinemas. In fact this occurred only in the Maharastra cinema, the State of Mumbai, and in those of Goa.
Until November 30, when the Supreme Court of India ruled that in all Indian cinemas before the film projection screen should look like the Indian national flag and has to be played the Indian National Anthem.
The decision is the answer to a petition to the Court by Shyam Narayan Chouksey, a retired engineer, who was offended when, only one in the movie theater, stood up during the playing of the anthem 
and the other spectators asked him to sit  because covered their vision.
From this fact he started his campaign in favor of the Indian anthem which ended with the decision of the Supreme Court.
The court also ruled that during the performance the spectators must stand up and that all the cinemas of India have ten days to fulfill this obligation.
In its explanatory memorandum, the Supreme Court has highlighted the need to instill respect for the anthem and the national flag, according to the top court, “a time has come, the citizens of the country must realize that they live in a nation and are duty bound to show respect to National Anthem, which is the symbol of the constitutional patriotism and inherent national quality.”
The text of the Indian national anthem, Bharata Deshiya Gitam, was written by Rabindranath Tagore and is entitled Jana Gana Mana ie "You are the ruler of the world", here's a translation from Wikipedia:





Thou art the ruler of the minds of all people,
Dispenser of India's destiny.
Thy name rouses the hearts of Punjab, Sind, Gujarat and Maratha,
Of the Dravida and Orissa and Bengal;
It echoes in the hills of the Vindhyas and Himalayas,
Mingles in the music of Yamuna and Ganga and is chanted by
The waves of the Indian Sea.
They pray for thy blessings and sing thy praise.
The saving of all people waits in thy hand,
Thou dispenser of India's destiny,
Victory, victory, victory to thee.




To know more The Hindu



domenica 25 settembre 2016

Il cercatore è il cercato

Nisargadatta Maharaj 
(Jitendra Arya - http://www.acornpressonline.com/)
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Ramesh S. Balsekar è stato discepolo di Nisargadatta Maharaj, grande saggio indiano maestro del vedanta, e ha raccolto in  un interessantissimo libro alcuni degli insegnamenti fondamentali  del maestro.
"Nel corso degli anni la persona cambia totalmente - diceva Maharaj - ma resta una particolare identità immutata ed immutabile. Questo è il costante senso di presenza, il senso che tu esisti. Questo senso o sentimento 'io sono' non è mai cambiato."
E ancora: "Ciò che siamo è la presenza conscia. Non siamo il corpo che è soltanto un apparato psicosomatico usato per percepire la manifestazione".
"Tu sei quello che è precedente all'io sono".
"La liberazione è la profonda comprensione che il seme di tutta la manifestazione è la coscienza impersonale, che ciò che viene cercato è l'aspetto immanifesto della manifestazione e che perciò il cercatore stesso è il  cercato."
E a chi gli chiedeva cosa fare per raggiungere la liberazione Nisargadatta rispondeva, "non c'è niente da fare. C'è solo da vedere il transitorio come transitorio, l'irreale come irreale, il falso come falso e realizzerete la vostra vera natura".
"La persona che uno pensa di essere - continua Maharaj - è solo il prodotto dell'immaginazione e il Sè è la vittima di questa illusione. Non possiamo sapere quello che siamo sino a che non ci svegliamo dal sogno della fenomenalità".
"Una volta che il corpo muore, la coscienza manifesta è liberata e si fonde la coscienza impersonale, come una goccia d'acqua si fonde con l'oceano."
"Pensare di essere un'entità che deve raggiungere qualcosa, questo è il fraintendimento. Questo è il pensiero che conduce alla schiavitù, l'identificazione con un'entità. Nulla, assolutamente nulla al di fuori della disidentificazione porterà alla liberazione."
"Aggrappati a colui che sta cercando. Questo è tutto quello che c'è da fare. Alla fine scoprirai che il cercatore non è null'altro che la coscienza che cerca la sua sorgente e che il cercatore stesso è sia la ricerca che il cercato e che questo sei tu."
In Italia il libro si intitola "Nessuno nasce, nessuno muore" ed è edito da Edizioni Il Punto di Incontro.