domenica 19 ottobre 2014

Nandin: il gioioso devoto di Shiva

Il vahana di Shiva, il veicolo del grande Dio, è un toro: Nandin, 
In sanscrito Nandin significa "il gioioso" e questo placido animale è anche il più fervente devoto del Mahadeva.
Il toro simboleggia il vigore, la virtù, la dirittura morale e la saggezza, ma anche l'istinto sessuale dominato da Shiva.
Insieme alla vacca, il toro è considerato un animale sacro in India, portatore di buona sorte e saggezza.
La sua impronta, nandipada, è altrettanto sacra e portatrice di fortuna.
Nandin è sempre a guardia della porta di Shiva ed impedisce ai disturbatori di distogliere Shiva dalle sue occupazioni: meditare o amoreggiare con Parvati.
In tutti i templi, davanti alla sala dove è collocata l'immagine di Shiva, il Lingam, è posto sempre Nandin e poichè è poco rispettoso per un semplice mortale rivolgersi direttamente al grande Dio, i fedeli sussurrano in un orecchio di Nandin le proprie richieste. Sarà poi il toro a riferirle al Dio.
Soprattutto nell'India del sud, le immagini e le statue del toro Nandin sono molto diffuse. 



Uno dei Nandin più grandi è a Mysore, città del Karnataka, dove a metà della collina di Chamundi c'è un toro enorme, alto cinque metri, scolpito in un unico blocco di pietra nel 1659 e raffigurato nella foto di lato.
Un altro Nandi enorme è dinnanzi al meraviglioso Brihadishvara temple, il tempio di Shiva di Thanjavur (o Tanjore). 
Una statua lunga sei metri di granito che guarda verso la porta principale del tempio.









Fedeli shivaiti nel Tempio della Dea Meenakshi a Madurai che sussurrano nell'orecchio di Nandin le proprie richieste al Dio Shiva.









Nandin ha molti epiteti, tra questi Tandavatalika quando suona e accompagna la danza di Shiva Nataraja, Nandikeshvara che significa 'Signore della gioia'.











In questo bassorilievo in ottone posto alla base della bandiera di un tempio shivaita è raffigurato Nandin che conduce Shiva e Parvati rappresentati dallo Shivalingam.
















Nandin: the joyful devotee of Shiva

The vahana of Shiva, the vehicle of the great God, is a bull Nandin.   

Nandin in Sanskrit means "joyful" and this placid animal is also the most fervent devotee of Mahadeva. 
The bull symbolizes vigor, virtue, the moral rectitude and wisdom, but also the sexual instinct dominated by Shiva. 
Along with the cow, the bull is considered a sacred animal in India, the bearer of good fortune and wisdom. 
Its imprint, nandipada, it is equally sacred and bearer of good fortune. 
Nandin is always guarding the door of Shiva and prevents jamming to distract Shiva from his occupation: meditating or loving with Parvati. 
In all the temples, in front of the room where is placed the image of Shiva, the Lingam, is always placed Nandin because it is disrespectful for a mere mortal to apply directly to the great God, the faithful whisper in bull's ear their requests. It will then be the bull in reference to their God. Especially in South India, the images and statues of the bull Nandin are widespread. 





One of the biggest bull is Nandin in Mysore, city of Karnataka, where on the Chamundi Hill is a huge bull, five meters high, carved from a single block of stone in 1659 and depicted in the photo to the side. 
Another huge Nandi is before the wonderful Brihadishvara Temple, the Shiva temple of Thanjavur (or Tanjore). A six-meter long statue of granite that looks toward the main door of the temple.












Faithful Shaiva in Temple of Goddess Meenakshi in Madurai whisper in the ear of Nandin their requests to God Shiva.













Nandin has many epithets, including Tandavatalika when he plays and accompanies the dance of Shiva Nataraja and Nandikeshvara which means 'joy of the Lord'. 












In this bas-relief brass at the base of the flag of a Shaiva temple is depicted Nandin leading Shiva and Parvati represented by the Shivalingam.













giovedì 2 ottobre 2014

Buon Compleanno Gandhi!

La stanza di gandhi a Mumbai

2 ottobre 1865 Anniversario 
della nascita di Gandhi

"Secondo me Dio è verità e amore, etica e moralità, assenza di paura. Dio è la sorgente della luce e della vita e tuttavia egli è al di sopra e al di là di esse. Dio è coscienza. Dio è lo stesso ateismo degli atei perchè nel suo infinito amore, permette all'atea di esistere. Dio è il cercatore di cuori, è colui che trascende discorso e ragione. Conosce noi e i nostri cuori meglio di noi stessi, non ci prende in parola perchè sa che spesso non parliamo seriamente, alcuni consapevolmente altri inconsapevolmente. Egli è un Dio personale per coloro che hanno bisogno della sua presenza personale, è un Dio con un corpo per coloro che hanno bisogno del suo tocco. E' la più pura delle essenze. Per coloro che hanno fede egli semplicemente 'è'. Egli è tutte le cose per tutti gli uomini. Lui è i noi e tuttavia sopra e oltre di noi."

Mohandas Karamchand Gandhi

(Young India 5 marzo 1925)


Happy Birthday Gandiji!

Gandhi's room in Mumbai
October 2, 1869 - The anniversary of Gandhi's birth

"To me God is truth and love, God is ethics and morality, God is fearlessness, God is the source of light and life and yet he is above and beyond all these. God is conscience. He is even the atheism of the atheist. For in his boundless love God permits the atheist to live. He is the searcher of hearts. He transcends speech and reason. He knows us and our hearts better than we do ourselves. He does not take us at our word for he knows that we often do not mean it, some knowingly and others unknowingly. He is a personal God to those who need His personal presence. He is embodied to those who need His touch. He is the purest essence. He simply is to those who have faith*. He is all things to all men. He is in us and yet above and beyond us".


Mohandas Karamchand Gandhi

(Young India March 5, 1925)