sabato 24 maggio 2014

Etimologie: yoga e diksha

Rito hindu
Yoga, parola usata ed abusata anche in occidente, deriva dalla radice sanscrita yuj e che indica termini quali unione, legame, soggiogare. Per questo lo yoga è "ciò che" lega l'individuale all'universale, l'atman al brahman, ma e anche soggioga i sensi per consentire questa unione.
Lo yoga non è soltanto, come si crede in occidente, una pratica fisica che prevede una serie di asana (posizioni) per il benessere del corpo e del fisico. Yoga è uno dei sei darshana ortodossi, le correnti filosofiche o punti di vista, propri dell'induismo.
Questa dottrina è suddivisa in otto discipline, si parla infatti dell' ottuplice sentiero, una delle quali è proprio quella delle asana posizioni.
Inteso in questo se
nso di "pratica" esistono molteplici tipi di yoga.
Altra parola chiave dell'induismo è diksha, che indica l'iniziazione, il momento in cui il ragazzo delle tre caste superiori è introdotto agli insegnamenti del guru o comunque la cerimonia di iniziazione ad una particolare disciplina hindu, con particolare riferimento al tantrismo.
La diksha deve essere celebrata da un guru (cfr. etimologia) che bisbiglierà nell'orecchio del discepolo il mantra (cfr. etimologia) che il giovane porterà con sè e ripeterà per tutta la vita. Senza aver ricevuto l'iniziazione, non si può neppure ascoltare certi insegnamenti del guru.
L'etimologia di diksha non è univoca. C'è chi la fa derivare dalla radice sanscrita  da che significa dare e dalla radice kshi che significa distruggere. In tal senso il termine si riferirebbe alla distruzione di una vita e al dono di un'altra, una sorta di rinascita che sarebbe confermata anche dal fatto che i membri delle tre caste superiori dopo l'iniziazione sono chiamati dvija ossia nati due volte.
Altre etimologia fanno derivare la parola diksha dalla radice diks che significa consacrare o dedicare.


Nessun commento:

Posta un commento