domenica 3 gennaio 2016

Aurangabad






Aurangabad, oltre un milione di abitanti, è una città molto caotica. Le strade, anche quelle 'centrali', sono sporche e mal ridotte, il traffico è infernale, smog e polveri ti prendono alla gola, gli edifici sono realizzati senza criteri. Ma se ci siete, molto probabilmente come base per andare a Ellora e Ajanta, tanto vale che le dedichiate un po' di tempo, diciamo almeno una mezza giornata. Se prendete un guidatore di moto risciò sveglio, potrete vedere due o tre cose interessanti.
Innanzitutto merita sicuramente una visita il Bibi-qua-Maqbara (foto in alto). Si tratta di una versione ridotta del Taj Mahal, realizzata nel1679 da Azam Khan, figlio del Maharaja Aurangzeb. L'edificio che vedete qui sotto e' il mausoleo della madre di Azam. A differenza del Taj Mahal, il Bibi ha solo il basamento di marmo mentre l'intero edificio è rivestito di malta, è di dimensioni più piccole e il giardino circostante è ridotto, ma è ugualmente suggestivo soprattutto se ci arrivate al tramonto.
Nell'interno è posta la tomba della sposa di Aurangzeb.
Anche il Panchakki è un posto che merita una visita. Originariamente c'era una ruota ad acqua (Panchakki significa appunto ruota ad acqua) alimentata dall'acqua proveniente da un bacino che serviva a far girare una macina gigante. Ora ci sono solo due grandi vasche, una piccola moschea e la tomba di un santo sufi. Impressionante il baniano gigante, un albero enorme che risale al 1600!
Avete ancora voglia di girare per le strade polverose di Aurangabad? Potete andare al Ganesh Mandir nel quartiere Mahesh Nagar, è un tempio semplice frequentato da persone semplici, molto istruttivo per imparare rituali e devozioni hindu.

sabato 2 gennaio 2016

Ellora

Le grotte di Ellora sono bellissime. Si tratta di un complesso di 34 grotte induiste, buddhiste e jainiste, tutte ricavate 'per sottrazione' da una collina di basalto. Si estendono per circa due chilometri nei pressi del villaggio di Ellora che dista una trentina di chilometri da Aurangabad (circa quaranta minuti in auto).
Le grotte sono tutte belle. Quelle jainiste all'interno hanno statue del fondatore Mahavira e degli altri profeti del jainismo.
In quelle buddhiste nella cella centrale c'è sempre una statua di Buddha con le mani (mudra) nel segno della predicazione. Purtroppo in queste grotte i dipinti non si sono conservati come in quelle di Ajanta.
Ma il capolavoro più incredibile di tutti e' il Tempio Kailasa. Un tempio hindu ricavato dalla roccia alto trenta metri, largo sessanta e lungo novanta.
Si tratta di un monumento strepitoso, possente e al tempo stesso leggero, ricco di bassorilievi di tutte le divinità, di scene tratte dal Mahabharata e dal Ramayana.
Ellora - La dea dell'abbondanza
Il tempio, ricavato da un unico monolite, è realizzato nella classica forma di carro, con torre nella parte posteriore ed è dedicato a Shiva e alla sua dimora posta, appunto, sul Monte Kailasa sull'Himayala.
Di tutte le statue, i bassorilievi, le colonne, voglio ricordare soltanto il complesso statuario dedicato ai tre fiumi sacri dell'induismo rappresentati da altrettante dee. Al centro la dea Ganga con ai lati la dea Saraswati e Yamuna, gli affluenti di destra e di sinistra del grande fiume Gange.





                                                  Interno di grotta jainista



giovedì 31 dicembre 2015

Che meraviglia le grotte di Ajanta!

Le trenta grotte buddhiste di Ajanta sono uno splendore. 
A circa 100 km da Aurangabad (due ore di auto) si trova questo sito archeologico che toglie veramente il fiato. Si tratta di trenta grotte scavate nella roccia di basalto su un altopiano a ferro di cavallo che dà sul fiume Waghore.
Le grotte sono state realizzate tra il II sec. a.C. e il VI d.C.. Oltre alla suggestione della location, le grotte raccolgono delle pitture murali e delle statue veramente belle.
In particolare nella grotta n. 1 e nella grotta n. 16 ci sono delle pitture che illustrano la vita del Buddha e quel che più impressiona è che gli artisti conoscevano già alla perfezione la regola della prospettiva. Tutte le figure e tutti gli edifici sono in prospettiva, i personaggi caratterizzati nella propria fisionomia ed i colori ancora molto accesi.
Le statue riproducono il Buddha in molte posizioni e con diversi mudra. Quella che mi ha colpito di più è conservata nella grotta n. 26. È un gigantesco Buddha sdraiato con la testa appoggiata ad un cuscino.
Domani a Ellora.

P.S. niente foto perché la connessione fa le bizze.





mercoledì 30 dicembre 2015

Il Mahalakshmi Templum

Questa mattina, primal di partire per Aurangabad, abbiamo visitato il Mahalakshmi Templum di Mumbai che si trova su un promontorio sul mare a nord di Marina Drive. È un tempio dedicato a Lakshmi, sposa si Vishnu e dea della ricchezza. Il tempio, costruito alla fine del '700, non presenta grande interesse da un punto di vista architettonico o artistico, ma è molto interessante visitarlo perché è sempre molto affollato e il quartiere circostante è veramente caratteristico.
Japamala, i rosari hindu
La stradina che dalla via principale (Bhulabhai Desai Road) porta al Tempio è costellata di negozietti che vendono oggetti devozionali, fiori, ghirlande, immagini sacre e frutta per le offerte alla Dea, burro, canfora (per il fuoco), polveri colorate per segnarci la fronte. Il tutto è molto colorato e coinvolgente.
Tolte le scarpe, una gradinata, con file separate per uomini e donne, porta all'interno del Tempio. Nella cella più sacra, il garbaghra, sono poste tre immagini tutte ricoperte di argento, si tratta di Lakshmi, Kali e Saraswati rispettivamente spose di Vishnu, Shiva e Brahma, gli dei che rappresentano la trimurti hindu.
Usciti dal garbaghra anche noi abbiamo celebrato il rituale della monetina. In pratica su una determinata parete abbiamo posto la nostra moneta che, una volta lasciata, è caduta in un contenitore protetto da grate.
Ci siamo garantiti ricchezza per i prossimi anni? Deciderà Mahalakshmi!

martedì 29 dicembre 2015

E rieccoci a Mumbai

E rieccoci a Mumbai, città vista e rivista che non ci stanca mai.
Dopo un lungo volo da Parigi, siamo arrivati a Mumbai, due ore di sonno e pomeriggio dedicato al girovagare per la città. Ovviamente siamo finiti al Leopold, nostro (e non solo nostro) locale di riferimento in questa affascinante città. Certo gli addobbi natalizi con tanto di pupazzo di neve non ci stanno granché.
Il Leopold Caffè a Mumbai
Oggi è il 29 e abbiamo passato la mattina all'Isolo di Elephanta o, meglio, di Gharapuri. Qua ci sono dei templi rupestri bellissimi, tutti scavati nella roccia, con statue e bassorilievi che, purtroppo, sono stati danneggiati o addirittura distrutti dai civilissimi portoghesi che giunsero a Bombay a portare la civiltà e distruggere i simboli infedeli (vi ricorda qualcosa di attuale?).
Si tratta di una decina di grotte realizzate tra il 400 e l'800 dC e quel che resta comunque vale la pena dell'oretta di traghetto da Gate of India.
Questo sotto è Shiva nei sue tre aspetti: creatore, preservato re e distruttore dell'universo.

Il pomeriggio lo abbiamo passato a Crawford Marketing e nelle pazzesche strade del quartiere dove si vende di tutto e sembra che si siano dati appuntamento tutti gli indiani. Caos pazzesco. 
Ora a letto, domani partenza per Aurangabad.

sabato 14 novembre 2015

What I'm doing

I'm planning my next trip to India. I just finished the powerful and controversial book "Hindu" of Wendy Doniger and now I'm reading "Delhi" of Rana Dasgupta (Ed. Feltrinelli) and the Bhagavad Gita with commentary by Sri Sankara (Ed. Luni).

The trip: Mumbai, Aurangabad, Ellora and Ajanta, Nasik, Cochin. Starting on December 27, returning on January 11. Plane, train and car.

"Hindu" is a book that gives a lot of information, but that is simplistic purporting to tell the India story (alternative) from sources, 50 million years ago, to the Indian diaspora in the United States. The pages are so many (776), but not enough to avoid the sin of superficiality. However, it is a very interesting read and informative although some theories seem a little weird.

The book "Delhi" are just beginning (pages 140 to 443), it is therefore too early to make a judgment, however, it reads very well.
The commentary of Sankara the Gita is more challenging, in some places almost incomprehensible, but very nice. You have to read slowly and meditate.

Cosa sto facendo

Sto programmando o, meglio, organizzando il mio prossimo viaggio in India. Ho appena terminato il poderoso e controverso libro "Hindu"
di Wendy Doniger e ora sto leggendo "Delhi" di Rana Dasgupta (Ed. Feltrinelli) e la Bagavad Gita col commento di Sri Sankara (Ed. Luni).
Il viaggio: Mumbai, Aurangabad, Ellora e Ajanta, Nasik, Cochin. Partenza il 27 dicembre, rientro l'11 gennaio. Mezzi di trasporto, aereo, treno e auto.
"Hindu" è un libro che fornisce molte informazioni, ma che pecca di superficialità pretendendo di narrare la storia (alternativa) dell'India dalle origini, 50 milioni di anni fa, alla diaspora indiana negli Stati Uniti. Le pagine sono tante (776), ma non sufficienti ad evitare il peccato di superficialità. Comunque è una lettura molto interessante e istruttiva anche se certi terorie mi sembrano un po' campate per aria.
Del libro "Delhi" sono appena all'inizio (140 pagine su 443), è quindi presto per dare un giudizio, comunque si legge molto bene. 
Il commento di Sankara alla Gita è più impegnativo, in certi punti quasi incomprensibile, ma molto bello. Bisogna leggere lentamente e meditare.